Questo post sarà il primo di una lunga serie (spero) sull’energia alternativa, in un periodo in quale si inizia a sentire una dipendenza al petrolio veramente pesante e preoccupante.
Il nostro stile di vita è legato con un filo doppio al petrolio: ci muoviamo, generiamo luce e riscaldamento grazie a lui, tutto ciò che richiede energia può funzionare con lo sfruttamento di questa risorsa.
Ma il petrolio prima o poi finirà e allora bisognerà aver ADESSO un’alternativa valida, per poter spostare pian piano la produzione di energia verso una nuova fonte, magari rinnovabile.
Una di queste fonti è quella solare: abbondante, gratuita e egualitaria (tutto il nostro pianeta ne riceve una parte), però in Italia l’energia solare è sempre associata ad una fonte non conveniente, scarsamente usabile, inutile.
Ma è vero? Tutto il resto del mondo la pensa come noi?
Fortunatamente no, ci sono nazioni che stanno facendo grossi investimenti su pannelli fotovoltaici e su vere e proprie centrali solari:
Francia: una centrale elettrica solare in ogni regione entro il 2011
L’energia così prodotta sarà competitiva ai prezzi del mercato dell’elettricità previsti nel 2020.
PARIGI – La Francia si doterà di almeno una centrale elettrica solare fotovoltaica in ogni regione entro il 2011. Lo ha annunciato Jean-Louis Borloo, ministro francese dell’Ecologia, presentando il piano di sviluppo delle energie rinnovabili. Alla fine dell’anno ci sarà il bando per la gara d’appalto per la costruzione di centrali solari di potenza complessiva di circa 300 MW, che sarà ripartita in funzione del potenziale solare di ogni regione, ha precisato il ministro.Il piano Borloo prevede anche l’installazione di 8 mila pale eoliche entro il 2020, rispetto alle 2 mila attuali…
La Spagna è sempre più «caliente»
Inaugurata in Galizia la fabbrica di pannelli fotovoltaici di lamina sottile più grandi del mondo: è la 28ª del Paese.
Primi. Un’altra volta. La Spagna dei record, tenacemente coltivati dal capo di governo, José Luis Rodriguez Zapatero, segna un nuovo primato, anche se questa volta è davvero una vittoria «in casa»: il paese del sole possiede, da poco meno di tre settimane, a Orense, in Galizia, la fabbrica di pannelli fotovoltaici di lamina sottile più grandi del mondo. Misurano 5,7 metri quadrati, una superficie quasi quattro volte più estesa di quella dei moduli correnti, e saranno destinati sia a centrali di energia solare ad alto rendimento sia alla costruzione.
Energia: Israele punta forte sul Sole.
Tre miliardi di dollari per avere fino al 40per cento del fabbisogno dal deserto del Negev.
GERUSALEMME – La chiamano la rivoluzione del sole. Una nuova frontiera energetica. Che viene dopo quella dell’acqua, del deserto fiorito, dei kibbutz collettivisti. Israele lancia il primo, grande investimento per sfruttare l’energia solare in larga scala. Nel deserto del Negev, nel profondo sud di Arava. Un accordo con una quindicina fra le più grosse comuni agricole e un obbiettivo che non ha eguali in questa parte di mondo: soddisfare almeno il 20 per cento del fabbisogno nazionale, sognando un giorno di coprire anche il 40 per cento della domanda. Il progetto, gestito dal gruppo Apc (Arava power Company), è un investimento da tre miliardi di dollari (ma s’arriverà anche a 30 miliardi nei prossimi dodici anni) e passa attraverso la più tradizionale delle cellule produttive d’Israele: i kibbutz, appunto, le prime forme di «socialismo» agricolo…
Tre nazioni che stanno investendo miliardi di euro, nazioni come la Francia che già ha un’esperienza nella produzione di energia dal nucleare.
Forse è il momento che l’Italia inizi a darsi da fare.
Posted under Energia Alternativa
This post was written by admin on November 19, 2008






La cosa triste e’ che, pure in un campo dove potremmo essere all’avanguardia per la pura fortuna di vivere in un paese soleggiato, ci lasciamo battere da altri meno fortunati da quel punto di vista.
Continuiamo cosi’, facciamoci del male..